Quando non scrivo penso!

31 October, 2007 (12:30) | a denti stretti, accessibility

Sembra un’elogio, una provocazione ma,in verità, non è cosi’!

E’ che quando stai male. davvero male, ti senti solo e ripensi a come hai vissuto.

A tutte le cose che avresti dovuto dire[scrivere] eNON lo hai FATTO. Una sarebbe stato di chiarire, chiedere i significati che da alle sue definizioni un blogger che conosco (un po’) e chiedergli come mai mi ha definito: ‘un disabile caduto nella Rete’ ?

Quando ho aperto il primo blog non sapevo davvero nemmeno cosa farci, le sue potenzialità mi erano oscure: un’altra zona X che ho incontrato.

Per chiarirvi il concetto: le zonex sono sempre definite qualcosa di seminascosto , una zona da esplorare o anche un pezzetto di rete conosciuto dagli addetti di quel particolare Topic.[mi fermo qui perchè concetti su cose esistenti in Rete da sempre, in Italia, con la legge che c'è non si sa mai se anche parlarne sia un'istigazione a far reati] Pazzesco!!!

Insomma ha molti significati ma, nel mio caso o su questo dominio personale, il significato principale è stato colto benissimo dal mio amico Enore.

In poche parole io cerco di rappresentare o lottare per tutti quelli che digitano un URL e sperano di aver trovato la soluzione che cercavano: purtroppo, e non solo a me, ci troviamo in un posto che è diverso dalle nostre aspettative(sovente) e la soluzione non è li! Succede sempre, e anche se non ci credete ancora oggi ci sono delle barriere virtuali che nessuno nota. Ma non parlo di chi usa blogspot o Splinder: dico di chi nel suo about o CV dice di essere un’esperto di webdesign con particolare attenzione alla sua accessibilità. Un giorno prenderò tutto il materiale che ho e non diffamo se ciò che viene pubblicatoè, per sua natura, pubblico.
La cosa che mi fa star male è : o non rispondono oppure ti dicono stupide risposte.Anzi , magari, ti dicono: ma se ci sono cose che a te non tornano dacci una mano per metterle a posto. Ma come: o non eri tu il grande professionista ecc ecc???
C’è troppo caos e ognuno bada agli affari suoi.
Vi lascio solo questo esempio. Sono con la broncopolmonite e 20 minuti fa giravo sulla rete cercando punti di vista sui ciechi, o come è di moda ‘disabili visivi’

Ecco cosa ho trovato seguendo un link che mi pareva interessante.

* Un cieco sedeva tutte le mattine all’ingresso di una stazione.
* Capelli arruffati, barba lunga e incolta, vestiti sbrindellati, chiedeva l’elemosina ai passanti. Qualcuno si fermava e lasciava cadere pochi spiccioli nel suo cappello. Al termine di una giornata raccoglieva i pochi soldi per un panino e un quartino di vino.

* Tutto quello che avrebbe voluto dire alla gente l’aveva scritto su un cartoncino da scatola: “Cieco dalla nascita”.
* Un giorno passò di lì un giovane pubblicitario. Lesse il cartello, scambiò due parole e tirò fuori dalla sua “24ore” un pennarello e scrisse: «È primavera, voi potete vederla, io no». Salutò e se ne andò.
* Da quel giorno le offerte che cadevano nel suo cappello si moltiplicarono e il cieco divenne ricco.

Questa la definirei una bufala metropolitana a favore dei pubblicitari ma, molto, offensiva,per chi è nominato come categoria: i ciechi!
Ma cosa non ho spiegato è che io, in Rete, ci sono volutamente rimasto: ho affrontato, a 52 anni, lo studio online, su come fare pagine web di qualità e accessibili.[grazie a Diodati ed altri]
Ho pensato che non bastava come ipo o non vedenti partecipare nei forum o gruppi di mailing-list ma il momento era che qualcuno dicesse, perchè lui era ipovedente, cosa davvero dava noia e cosa si poteva aggirare. Dare un soffio di speranza che anche noi si poteva usare tanti strumenti e creare qualcosa che ci rappresentasse. Anche per come si percepisce la realtù : cosa non facile nemmeno a uno scrittore, credo..
Devo dire che non credo di esserci riuscito in pieno. IMO: ho dimostrato che è una questione di scelte costruire un layout accessibile. senza pensare a quanti serva: è, per me, una cosa che si deve ’sentire’e il resto viene spontaneo.
E poi, studiando ed esaminando i nostri siti nel modo che dico io, se cerchi di trovare la soluzione, anche di compromesso, impari e diventi un webmaster completo, alla fine.
Perchè ti dovrai interessare a cosi tanti aspetti che altro risultato non potrà venire.
Nota: queste righe le ho scritte di getto , con la febbre e altri problemi, ma affermo che sono il mio pensiero, anche se non riesco a rileggere i paragrafi.
Puoi lasciarmi un commento se vuoi dire qualcosa…

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2 Responses to “Quando non scrivo penso!”

  1. enore savoia Says:

    ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO

    Non c’è maniera migliore di prendere coscienza di quanto sentiamo noi stessi, che tentare di ricreare in noi stessi quello che un maestro ha sentito !

    [Marcel Proust]

    continuando … a forza di pensare non riesco piu a scrivere ! Un caro saluto … enore

  2. zoneX Says:

    Grazie.
    Ed è vero: non riesco ad uscire da certi dubbi…